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Sviluppo storico

Evuluzione urbanistica della città

Asiago fu da sempre il capoluogo politico ed economico dell’area dell’altipiano che comprende altri 7 comuni: Roana, Gallio, Enego, Rotzo, Foza, Lusiana e Conco.

Le origini dell’insediamento umano nel luogo sono legate alla popolazione dei Cimbri, a cui si devono i primi disboscamenti per far posto ai campi da coltivare e a piccoli villaggi.

L’inizio della storia documentata risale però al 917 quando Re Berengario I pone sotto Padova alcuni villaggi dell’altopiano. Il dominio di Padova durerà due secoli, dopo i quali il dominio passa alla Famiglia degli Ezzelino. Fu solo nel 1310 che le varie contrade si uniscono nella “Spettabile Reggenza dei 7 Comuni” di cui Asiago mantiene il ruolo di capitale.

Sotto le varie dominazioni che si succedettero, tra cui gli Scaligeri e la Serenissima Repubblica di Venezia, Napoleone e infine l’Austria la Reggenza dei 7 Comuni mantenne sempre margini di indipendenza; solo nel 1807 passa al Regno d’Italia e decade definitivamente l’Antica Reggenza.

All’inizio del 1900 Asiago si presenta come una città con una buona economia, basata sostanzialmente sulla pastorizia e sull’agricoltura. E’ solo con il Primo Conflitto Mondiale che la situazione peggiora.

1- Asiago ai primi del ‘900

2- Asiago ai primi del ‘900

Nella bella primavera del 1915, Asiago diventa immediata retrovia e nell’anno successivo si trova in prima linea. La guerra dura, con alterne vicende, fino al 1917; in questi anni si assiste ad una distruzione massiccia del tessuto urbano ed ad un pesante esodo delle genti dai luoghi abitati dell’Altopiano verso la pianura.

3- Immagine dell’Hotel Croce Bianca distrutto dopo la guerra

4- Immagine dell’Hotel Croce Bianca distrutto dopo la guerra

Solo nel Novembre del 1918 alcuni tornano sull’Altopiano, i primi sono anziani e ragazzi che avevano collaborato col Genio Militare al recupero delle strade e allo scavo dei ricoveri, ma essi poterono solo registrare la distruzione che regnava in quei luoghi praticamente abbandonati. L’inizio della ricostruzione fu l’anno successivo quando i primi profughi ritornati cominciarono a costruire baracche e a recuperare i materiali dispersi sul territorio; e, più tardi, a ricostruire tetti e muri con i materiali reperiti tra le macerie.

Nell’immediato dopo guerra tanti furono i decreti burocratici che si susseguirono tra cui se ne ricordi uno solo: un manifesto che veniva affisso sulle case in costruzione e che riportava un’Ordinanza Comunale del 1921, in cui si prescriveva che l’edificio da costruire avesse il pian terreno elevato più possibile con cantine nell’interrato, queste ultime dovevano avere il pavimento in pietra, e il tetto dell’edificio doveva avere una pendenza del 60% e grondaie sporgenti.

L’aspetto finale della città si componeva di case linde e ben ordinate lungo strade larghe e regolari.

Nel ‘24 Asiago acquisisce il nome di Città per Regio Decreto. La ricostruzione fu eseguita in parte minore ad opera di enti pubblici ma nella maggior parte dei casi ad opera di privati. L’occasione rappresenta anche un momento fondamentale per inserire nell’architettura della città elementi di “nuova architettura” che valorizzino gli edifici principali alla luce delle tendenze architettoniche ed artistiche che si erano mosse in Europa tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. In questa ottica, nei primi anni ’20 viene ricostruito l’Hotel Croce Bianca, dopo la distruzione del precedente, dovuta alla prima Guerra Mondiale, sull’ ondata della ricostruzione che interessò grandissima parte del tessuto urbano dell’Altipiano, guidata dal motto “ex igne splendidor”, scolpito alla base del Municipio ricostruito proprio negli stessi anni. L’occasione della ricostruzione servì per conferire un nuovo aspetto all’albergo, tale da differenziarsi dagli altri edifici civili, da aprire la strada a nuove opportunità ricettive puntando su una clientela di più alto ceto sociale, da accogliere nuovi elementi formali seppur solo decorativi.L’idea era probabilmente quella di dare all’albergo un volto che gli permettesse di essere ricordato e apprezzato anche in occasione dei vari eventi mondani e sportivi.

Bisogna però attendere la seconda metà degli anni ‘50 per vedere iniziare la stagione del favore turistico di cui Asiago, e di conseguenza le strutture turistiche allora esistenti , risentono favorevolmente, arrivando ad ospitare anche grosse personalità della politica, dello sport e dello spettacolo.

Il passaggio dei tempi non ha sostanzialmente mutato le caratteristiche dell’edificio, dalla sua ricostruzione, si può dire che esso abbia subito solo lievi rimaneggiamenti che nella maggior parte dei casi consistono in migliorie apportate a fini di adeguamento igienico sanitario o statico. E’ anzi recente l’opera di sistemazione finalizzata a riportare alla luce alcuni elementi decorativi originari che il tempo aveva coperto.

5 - immagine dell’Hotel Croce Bianca a metà del 1900

 

Dopo il successo della metà del secolo scorso e il declino degli ultimi anni , legato indissolubilmente alla fortuna della città come località turistica, oggi sta tornando all’iniziale fortuna grazie alle mutate vicende della zona ma anche all’opera di sistemazione attuata dai proprietari che ne hanno risollevato l’immagine attraverso un’opera di ammodernamento che ha tenuto decisamente conto di alcuni elementi originari recuperabili, che sono oggi non solo visibili ma evidenziati e valorizzati.

Alcuni di questi elementi, erano stati solo trascurati, altri, funzionalmente alle esigenze del momento erano stati coperti o celati da strutture posticce che sono state rimosse. Altri elementi, solamente compromessi dal passare del tempo sono stati risistemati e quando possibile riutilizzati.

 

 

 

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